lunedì, 14 luglio 2008.

voiles sur les filles...

questa [<--- click] canzone e le clodettes sono in grado di far impallidire anche il più temerario massimo ranieri...

soprattutto con quei: "Ah aaah, Ah aaah" così... felini(!!!) all'inizio della canzone, e poi anche nel mezzo... ah claude françois!!!

Voiles sur les filles
Barques sur le Nil
Je suis dans ta vie
Je suis dans tes bras
Alexandra Alexandrie
Alexandrie où l'amour danse avec la nuit
J'ai plus d'appétit
Qu'un Barracuda
Je boirai tout le Nil si tu n'me retiens pas
Je boirai tout le Nil si tu n'me retiens pas
Alexandrie
Alexandra
Alexandrie où l'amour danse au fond des draps
Ce soir j'ai de la fièvre et toi tu meurs de froid
Les sirènes du port d'Alexandrie
Chantent encore la même mélodie wowo
La lumière du phare d'Alexandrie
Fait naufrager les papillons de ma jeunesse
etc...


Scritto da elindsay alle 01:05 in amo parigi, mavie
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venerdì, 04 luglio 2008.

c'è chi aspetta la pioggia...

... per non piangere da solo, non è il mio caso ultimamente.
mi chiudo in bagno e lo faccio, sola e preferibilmente con le luci spente. tuttavia, sono Sicura che i miei occhi non siano come i tuoi.
i tuoi occhi sono mille lune e mille soli, e brillano, anche quando sono così terribilmente tristi e colmi di lacrime.
come dire che io piango vuoto e tu pieno.
perché quando ti guardo tutta nuda mi sembri una principessa.
perché tu sei oro,
ed io
una scatola di legno. 


Scritto da elindsay alle 20:12 in mavie
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domenica, 22 giugno 2008.

sotto il sole

ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII

04_BeneathTheRoses,300dpi
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII
ODIO GLI ADDII


Scritto da elindsay alle 03:30 in amo parigi, mavie, viemetropolitain, problemi insoluti
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giovedì, 19 giugno 2008.

accessori

CIMG1910COSA non passa mai di moda e non è mai fuori stagione a Parigi?
...
...
...
...
...
la pioggia


Scritto da elindsay alle 15:18 in amo parigi, viemetropolitain
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domenica, 15 giugno 2008.

au revoir

odio le partenze. gli addii. i saluti. li odio profondamente. cosa odio? lasciarsi. lasciare compagni di viaggio. poi, ti chiedi per quali bizzarre coincidenze ci si sia incontrati e sei lì per lì contenta che sia successo e te ne fotti poi però pam. adieu. mi fanno veramente paura. li odio. sono poche le cose che odio. sicuramente salutarsi è nella hit.


Scritto da elindsay alle 03:43 in disavventure, mavie, problemi insoluti, a posto
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sabato, 07 giugno 2008.

rubare il tuo corpo con le mie dita
cercare il calore delle tue cosce, così
belle
  bagnate
  bollenti
fammi morire, ancora e ancora...


Scritto da elindsay alle 23:20 in amo parigi, mavie
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giovedì, 29 maggio 2008.

mia bisnonna aveva otto gambe

giusto ieri pensavo a mia bisnonna. aveva dei lunghi capelli neri. sono stati così, lunghi e scuri, fino quasi alla fine. l'età non li voleva prendere per sé.
la ricordavo alla mattina, quando mi capitava di non dover andare a scuola. imponente e vestita di nero (la ricordo sempre con lo stesso vestito), seduta sulla sedia dell'ingresso di casa di mia nonna mentre si pettinava quei capelli, ancora più corvini in quella stanza sempre in penombra a quell'ora del giorno. lentamente, ma in modo energico, toglieva via tutti i nodi.
la vedo passare e ripassare quel pettine, tante volte, quante per accertarsi che non ci sia più nulla da districare. poi  la vedo prendere i capelli e dividerli in tre ciocche e intrecciarle fino alle punte.
erano davvero lunghi e aridi. ne riesco quasi a percepire l'odore.
la vedo arrotolare lentamente la treccia su se stessa e fermare la crocchia con delle forcine. mi chiedevo sempre come delle cose dalle forme così bizzarre, tenessero fermi i capelli. nel frattempo io le parlavo, o mi parlava lei, ma di questi discorsi non mi ricordo nulla. poi ci spostavamo nella cucina. per colazione beveva sempre il caffellatte con le fette biscottate o col pane del giorno prima.
dopo cominciavano i lavori domestici. nei primi ricordi che ho, li faceva spostandosi con un bastone.
poi, i bastoni diventarono due e avevano tre piedi l'uno.
la vedo in terrazza che lava i panni a mano. il detersivo è in polvere, naturalmente, ed è così bianco e ha quell'odore di pulito... ora mi grida dietro che 'con l'acqua non si gioca!', ma, come al solito, è mio cugino che combina disastri. poi i lavori continuano la mattinata passa, lei prepara da mangiare, e raccoglie quanti, tra fratelli e sorelle di mio padre, non tornano a pranzare a casa loro per le ragioni più disparate, aspetta che mia nonna rientri da scuola e mangiamo tutti insieme... mia bisnonna adorava marta flavi e 'c'eravamo tanto amati'.

è sempre più anziana. la sua pelle diventa cartavelina ed è immobilizzata a letto. da lì mi racconta di lei e del suo paese d'origine, di suo fratello volato in argentina ("ora che mi ci fai pensare è da tanto che non ricevo sue lettere... non sarà mica morto?", "no nonna... sai come sono le poste... vive lontano... vedrai che qualcosa arriverà presto"), del suo passato nei campi, di tante cose insomma. a volte ho voglia di ascoltarla e di chiederle il più possibile, e lei ha voglia di parlare, altre sono costretta a stare con lei e quasi la odio, perché sono un'adolescente stupida e che non conosce nulla, ma crede di sapere tutto.
ecco che la voglia di raccontare passa. passa tutto, e un giorno ha sicuramente deciso che era stanca, che tanto non raccontava più nulla a nessuno (o forse nessuno di noi l'ascoltava più, chissà). era il mio ultimo anno di liceo. credo che abbia capito che non valesse più la pena di stare così. inchiodata ad un letto a soffrire.

non c'è nessuna rabbia e nessun dolore. solo bellezza infinita.

mi chiedo spesso perché da qundo mi è stato possibile parto in continuazione, perché ho proprio la smania di staccarmi. mi do sempre anche un sacco di risposte e tutte stravalide, e tutte, tutte, tutte mi piacciono. tra le altre cose, amo le città dove scelgo di vivere, mi piacciono le persone che incontro, e ho voglia di stare nei posti che scelgo.
anche se la libertà si paga, di solito mi ripaga meglio, e fin'ora ne è sempre valsa la pena.
il fatto è che mi chiedo anche perché, allora, io mi faccia questo genere di domande.
e c'è... un ritornello che non mi da pace, ed è il mio cuore.


Scritto da elindsay alle 13:55 in amo parigi, mavie, a famiddia
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mercoledì, 28 maggio 2008.

trattami come se fossi una dea

aprimi la testa e mangiala a grandi morsi. e poi in mezzo al sangue piangi.
e rifallo. fallo un'altra volta ancora.
e poi canta. perché sarebbe, forse, quello che ti riuscirebbe meglio.
squarciami lo stomaco. se ci riesci. e fallo tuo.
e riducilo in parti infinitesimali. impalpabili. quasi come le tue dita mentre le lecchi dopo averle sporcate di grasso. e merda. e sangue.
e vomita.
 


Scritto da elindsay alle 10:14 in
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lunedì, 12 maggio 2008.

c'est comme donner de la confiture aux cochons

Ieri sera parlavo con la mia migliore amica. O meglio chattavo con lei. Essendo in due parti diverse dell’europa, in due nazioni completamente diverse, chattare è la soluzione più pratica. Parlavamo di lei. E di scelte. Che non è stata in grado di fare. E di quelle che invece ha fatto. E poi snocciolava grosse differenze tra la mia mentalità, la sua e quella della sua nuova coinquilina. Mi diceva che non sa cosa vuole essere, ma sa, e per certo, cosa non vuole diventare, cioè quello su cui si sta adagiando fin’ora: se stessa. O meglio, alcune parti di sè che l'hanno fatta andare avanti fin'ora. Mi "raccontava" alcuni dei tratti salienti di lei che sono quelli comunque ‘peggiori’, ma che, in qualche modo, l’hanno sempre aiutata a qualificarsi come sé stessa. 

Io credo nel cambiamento. Ci credo. Per me non esiste dire ‘io sono così’ e chiudere il discorso. Specialmente quando si tratta di perdere opportunità. Credo che una persona quando dice ‘io sono così’ per giustificare una sua debolezza sia pigra, non abbia voglia veramente di pensare a sé soprattutto perché come esseri umani siamo una fucina di incoerenze che è davvero difficile ‘essere così’.

Ad esempio mia nonna. Si permette di dire o fare quello che vuole perché è anziana, e sapete com’è, è fatta così. Io m’innervosisco quando tutti giustificano i ‘cattivi’ atti di mia nonna dicendo che “ha 70 anni cosa vuoi farci?”. Occhèi, hai 70 anni, e allora? Cioè, a 70 anni sei davvero una donna finita? Oppure hai 70 anni e tradotto nel linguaggio comune significa che sei scema? Secondo me hai 70 anni, ed è importante, e hai tanto da dire e da dare se non rinserri il tuo cuore e non ti cristallizzi. Del resto di professori eminenti non lo si direbbe mai “lascia perdere ha 70 anni!”.

 
Ciò che però mi fa davvero perdere la testa è quando lo sento dire da persone a me coetanee: IO SONO COSì. Beh, buon per te. Cristallizzati su te stessa e muori “così”, visto che “così” ti piace tanto. Io dico, a 25 anni, non esiste appoggiarsi sulle proprie mauvaises habitudes per sentirsi in qualche modo formati e avere delle certezze.
Lo accetto di più da un adolescente che ancora non s’è reso conto di ciò che lo circonda.

 E lei è forte. ha capito che deve proseguire il suo viaggio in altre direzioni e cambiare. Io l’ammiro.


Scritto da elindsay alle 15:43 in sisters, mavie
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venerdì, 18 aprile 2008.

Egli si manifesta

clicca per credere
fsm3ga


Scritto da elindsay alle 23:17 in so religiously
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